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Linea 3. Psicopatologia e Psicofarmacologia dello Sviluppo

Ambito specifico della ricerca della linea è quello della caratterizzazione fenotipica di quadri psicopatologici dell'età evolutiva, della efficacia dei trattamenti, con particolare riferimento alla farmacoterapia, e della individuazione di possibili predittori di efficacia del trattamento. Tale attività si è rivolta nell'ambito degli anni precedenti a tre ambiti prevalenti: i disturbi dell'umore (con particolare riferimento al disturbo bipolare), i disturbi d'ansia, incluso il disturbo ossessivo-compulsivo, ed il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD). Particolare attenzione è stata prestata alla scomposizione delle diverse categorie diagnostiche in sottotipi più specifici, per aumentare le capacità di diagnosi, prognosi e trattamento, in particolare attraverso la definizione dei pattern di comorbidità.

Obiettivi triennali: Nei prossimi tre anni si prevede lo sviluppo di parte delle attività descritte. In particolare si prevede uno sviluppo della valutazione di efficacia delle terapia farmacologica dei disturbi d'ansia (in particolare disturbo d¿ansia sociale e disturbo di ansia generalizzata) con farmaci SSRI, con ulteriore definizione dei predittori di risposta. Una seconda area di sviluppo sarà rappresentata dalla definizione di protocolli di intervento farmacologico in soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo che non saranno risultati responder alla monoterapia con farmaci serotonergici (strategie di potenziamento con farmaci antipsicotici atipici). Per quanto riguarda infine il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività, si prevede la individuazione di predittori di risposta al trattamento con metilfenidato o atomoxetina nei soggetti afferiti al nostro Centro di riferimento regionale. Infine sarà effettuata una caratterizzazione dei soggetti con diagnosi di ADHD sulla base dei profili emersi alla Child Behavior Checklist (CBCL), e sulla base delle caratteristiche del tratto calloso-anemozionale (deficit di empatia, scarsa espressività emotiva, assenza del senso di senso di colpa, ecc), esplorate con specifici strumenti per l'età evolutiva, in modo da definire sottotipi specifici del disturbo dotati di specifico potere prognostico e con possibili implicazioni sul trattamento. Indicatori di risultato: I dati emersi saranno oggetto di pubblicazioni su riviste internazionali, e potranno essere traslate nella pratica clinica quotidiana. Si prevede una formalizzazione dei dati sul disturbo da deficit di attenzione ed iperattività, nella stesura delle nuove linee guida nazionali del Ministero della Salute, cui partecipa il responsabile della linea.

 

PROGETTI IN CORSO

Il disturbo bipolare in età evolutiva: valutazione di efficacia del trattamento farmacologico nella depressione bipolare

La diagnosi di disturbo bipolare (DB) richiede il verificarsi di episodi depressivi in pazienti con storia di mania o ipomania. Particolarmente complessa è la diagnosi di DB tipo II (DB II), in cui il disturbo depressivo è associato a ipomania, in quanto l'ipomania non è sempre facilmente riconoscibile, in particolare in adolescenza. Il misconoscimento di tale condizione fa sì che una ampia parte di pazienti con DB II ricevano diagnosi di disturbo depressivo maggiore, con importanti implicazioni negative sulla prognosi e sulla scelta terapeutica. In particolare la mancata diagnosi di DB può portare ad una inopportuna prescrizione di farmaci antidepressivi, con rischio di destabilizzazione del'umore. Inoltre la mancata diagnosi di DB II può portare a misconoscere due possibili rischi di questa condizione clinica, l'uso di sostanze di abuso e la suicidalità. I dati sul trattamento farmacologico nella depressione bipolare in età evolutiva sono ancora molto scarsi. Le strategie elettive riguardano farmaci and azione stabilizzante sull'umore. Tra essi la quetiapina è supportata da evidenze in età adulta, mentre i dati sull'età evolutiva sono ancora parziali. Scopo di questa ricerca è quello di valutare l'efficacia della quetiapina, in monoterapia o associata a stabilizzanti dell'umore, nel trattamento delle componenti depressive e maniacali del DB in età evolutiva, con particolare riferimento al DB II ed alla fase depressiva. Particolare attenzione sarà prestata alla possibilità di gestire il rischio di uso di sostanze e la suicidalità in questa complessa popolazione.

Il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività: predittori di risposta al trattamento farmacologico

Il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, o ADHD) , è uno dei più frequenti disturbi psichiatrici ad esordio nell'infanzia o nell'adolescenza. Nell'ambito delle diverse strategie di trattamento, la terapia farmacologica con metilfenidato o atomoxetina è stata in Italia regolata attraverso la attuazione di un Registro Nazionale presso l'Istituto Superiore di Sanità, allo scopo di assicurare omogeneità nella terapia e diagnosi, monitorare efficacia e sicurezza della terapia farmacologica.

Mentre la letteratura sulla efficacia dei trattamenti farmacologici per l'ADHD è sufficientemente concorde nell'evidenziare l'efficacia e sicurezza dei trattamenti descritti, minori dati sono disponibili sulla identificazione di possibili predittori di risposta. In particolare tale informazione è carente per i pazienti alla prima esposizione alla terapia farmacologica.

Il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività: specificatori fenotipici sulla base delle caratteristiche calloso-anemozionali

I tratti Calloso-Anemozionali (CU), caratterizzati da: deficit di empatia, mancanza di senso di colpa e manifestazioni emotive povere, risultano costituire un fattore nucleare nella sottotipizzazione dei disturbo da comportamento dirompente (DCD) in età evolutiva. Gli specificatori dei tratti CU hanno un'utilità clinica anche nella valutazione dei bambini con comorbidità ADHD e DCD. Diverse review hanno evidenziato che i pazienti con tale comorbidità presentano un pattern di comportamenti antisociali più grave e con maggior componente aggressiva rispetto ai pazienti con DCD isolato. Inoltre pazienti con comorbidità ADHDDCD presentano un'evoluzione clinica peggiore, come risulta evidente dal più alto tasso di comportamenti delinquenziali in adolescenza e di arresti in età adulta. A valutazioni testistiche volte a valutare la modulazione delle risposte e la capacità di posticipare la gratificazione, i soggetti ADHD+DCD mostrano, inoltre, la presenza di prestazioni deficitarie, come accade nei soggetti adulti con tratti psicopatici (Lynam, 1996).

 

Il disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva: strategie di potenziamentio in soggetti farmacoresistenti al trattamento farmacologico con SSRI.

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una patologia relativamente frequente in età evolutiva, con prevalenza in adolescenza tra l'1 ed il 3%. Il quadro clinico è caratterizzato da ricorrenti ossessioni (pensieri, immagini o impulsi da cui il soggetto non riesce a liberarsi, e che spesso vive come intrusivi e privi di significato) e compulsioni (comportamenti o atti mentali che il soggetto si sente ripetitivamente costretto a mettere in atto, prevalentemente in risposta ad una ossessione).

Nella maggior parte dei casi sono presenti sia ossessioni che compulsioni. Il trattamento farmacologico è tra le possibili strategie di intervento, in alternativa o in associazione ad interventi di tipo psicoterapeutico. I farmaci di prima scelta sono rappresentati dagli SSRI, ma una percentuale tra il 40 ed il 50% non risponde in modo adeguiato a tali trattamenti, e mantiene una sintomatologia altamente invalidante, nonostante l'associazione con la psicoterapia. In età adulta sono state esplorate strategie di potenziamento farmacologico in pazienti con DOC resistente al trattamento con SSRI. I dati sulla età evolutiva sono invece ancora molto scarsi.

Scopo di questa ricerca è quello di esplorare strategie di potenziamento con antipsicotici atipici (in particolare aripiprazolo, e risperidone) in soggetti con DOC farmacoresistente, con particolare riferimento alla presenza di comorbidità con disturbo datic/sindrome di Tourette, la cui associazione definisce uno specifico sottotipo ad elevato rischio di farmacoresistenza.

Il disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva: strategie di potenziamentio in soggetti farmacoresistenti al trattamento farmacologico con SSRI.

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una patologia relativamente frequente in età evolutiva, con prevalenza in adolescenza tra l'1 ed il 3%. Il quadro clinico è caratterizzato da ricorrenti ossessioni (pensieri, immagini o impulsi da cui il soggetto non riesce a liberarsi, e che spesso vive come intrusivi e privi di significato) e compulsioni (comportamenti o atti mentali che il soggetto si sente ripetitivamente costretto a mettere in atto, prevalentemente in risposta ad una ossessione).

Nella maggior parte dei casi sono presenti sia ossessioni che compulsioni. Il trattamento farmacologico è tra le possibili strategie di intervento, in alternativa o in associazione ad interventi di tipo psicoterapeutico. I farmaci di prima scelta sono rappresentati dagli SSRI, ma una percentuale tra il 40 ed il 50% non risponde in modo adeguiato a tali trattamenti, e mantiene una sintomatologia altamente invalidante, nonostante l'associazione con la psicoterapia. In età adulta sono state esplorate strategie di potenziamento farmacologico in pazienti con DOC resistente al trattamento con SSRI. I dati sulla età evolutiva sono invece ancora molto scarsi.

Scopo di questa ricerca è quello di esplorare strategie di potenziamento con antipsicotici atipici (in particolare aripiprazolo, e risperidone) in soggetti con DOC farmacoresistente, con particolare riferimento alla presenza di comorbidità con disturbo datic/sindrome di Tourette, la cui associazione definisce uno specifico sottotipo ad elevato rischio di farmacoresistenza.

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