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CASA VERDE: "dalle origini al nuovo complesso"

La Casa Verde sorge in una delle più belle località della Toscana, una collina verde che si inoltra a sprone nella Valle dell’Arno con a fronte la cerchia dell’Appennino.

Foto Storica della Casa Verde

La tradizione e una piccola lapide ricordano che fin dal ‘400 era la meta preferita di umanisti e filosofi - fra cui Marsilio Ficino - per le loro conversazioni erudite.

Nel 1932 la Cassa di Risparmio e Depositi di San Miniato volle onorare il centenario della propria fondazione con un'opera che, se da un lato rispondeva a sentite necessità della zona, dall’altro si ricollegava alla politica in favore dell’infanzia in quegli anni portata avanti dal Governo Nazionale. 

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa individuò l’operazione idonea nella costruzione di un Orfanotrofio maschile da affidare, in proprietà, all’Opera Divina Provvidenza “Madonnina del Grappa”, fondata dal sacerdote fiorentino Don Giulio Facibeni, ex cappellano militare che l’aveva pensata come assistenza agli orfani dei suoi soldati caduti.

Il nuovo Orfanotrofio fu intitolato a S.A.R. il Principe di Piemonte Umberto.

Da quel momento, dall'Orfanotrofio “Principe di Piemonte”, per circa  mezzo secolo, sono passati innumerevoli bambini, orfani o comunque bisognosi, che hanno ricevuto una qualificata assistenza materiale e morale da una Direzione e da Assistenti appartenenti all’Opera o comunque preparati dalla stessa.

I piccoli ospiti venivano avviati alla Scuola Elementare pubblica, nel dopoguerra cominciarono a frequentare la Scuola di Avviamento e le Scuole Medie per passare ad altre Case dell’Opera dove potevano scegliere fra una preparazione professionale (editoria, ecc.) e le Scuole Superiori e proseguire - per i più preparati - fino all’Università.

All’inizio degli anni ‘80 il diminuito afflusso di minori bisognosi e le mutate condizioni sociali  hanno consigliato all’Opera “Madonnina del Grappa” diverse e più articolate forme di assistenza.

La Fondazione “Stella Maris”, alla ricerca di locali decentrati per ospitarvi adolescenti e giovani minorate psichiche (un centro per femmine dopo l'apertura del centro per soli maschi a Montalto di Fauglia) , ne chiese l’uso attraverso il Presidente del tempo Prof. Corrado Corghi. 

La struttura esistente

Al complesso venne imposto il nome augurale di “Casa Verde” per la descrizione paesaggistica e per un augurio di tenere viva la speranza a tante famiglie di ragazze con problemi neuropsichici.

Il nuovo centro fu aperto nell’ottobre 1982.

In questi anni l’edificio è stato ristrutturato e dotato di locali e strumentazioni idonei per la riabilitazione. Il personale è stato arricchito di nuove figure qualificate.

Un gruppo di “volontari” collabora assiduamente con la Direzione della “Casa Verde” che ha ereditato, nell’attenzione e l’affetto della città di San Miniato, il posto lasciato dal vecchio Orfanotrofio “Madonnina del Grappa”.

Si è conclusa, con l'assenso della prima donatrice Cassa di Risparmio, nel 1999, la trattativa fra la "Madonnina del Grappa" e la "Stella Maris" per il passaggio in proprietà di quest'ultima dell'intero complesso, compreso case coloniche e terreni.

Nello stesso periodo, la direzione della Casa Verde chiede la possibilità di ampliarsi. L’Ufficio Sostentamento del Clero accoglie positivamente tale richiesta mettendo in progetto la ristrutturazione di una casa colonica sita in Località La Scala. I lavori terminano nel 2000.

Inizialmente la struttura viene utilizzata come estensione della Casa Verde, dove si sviluppano alcune specifiche attività di laboratorio come il decoupage.

Nel febbraio del 2004 questo centro si apre ad una nuova attività: su richiesta dell’ASL di Empoli, che ha individuato un bisogno di risposte di fronte alle aumentate problematiche psichiatriche,  nasce il Centro Diurno Psichiatrico per preadolescenti ed adolescenti, come progetto sperimentale regionale.

La necessità di ampliarsi e adeguare l'edificio originario alle più moderne strutture di riabilitazione, impone lo studio di un progetto che comunque preservi il contesto paesaggistico della collina su cui sorge. 

Infatti, in seguito della preziosa collaborazione tra la Direzione della Casa Verde, i progettisti incaricati, l'Amministrazione Comunale di San Miniato e la Sovrintendenza  nasce il progetto che preserva la Casa Colonica ed il Fienile esistente, concentrando le opere essenziali nel recupero del manufatto principale.

Le opere edilizie che investiranno il complesso, avranno uno sviluppo in più stralci consecutivi, questo per ridurre al minimo l’impatto del cantiere edilizio sulle normali attività del centro, ed in particolare avremmo:  Ampliamento lato sud e creazione nuovi percorsi verticali, Ampliamento lato Ovest zona per attività, Ristrutturazione corpo esistente, Recupero della casa colonica e del Fienile per "Unità operativa di Comunità alloggio", Recupero del Fienile per "Zona di servizio all’unità operativa di Comunità alloggio" e per concludere il recupero da manufatti non più utilizzati a fini residenziali "Zona di servizio all’unità operativa di Comunità alloggio".

Planivolumetrico

L'intervento proposto nasce dalle riflessioni sulle diverse scale di rapporto che il manufatto architettonico instaura con l'ambiente e con i suoi fruitori, seguendo principalmente lo studio parallelo e sinergico di due aspetti, l'inserimento nel contesto ambientale e la creazione del senso di appartenenza ad un luogo.

Prospetto nuovo complessoLo studio del progetto è stato condotto sulla osservazione della interessante corona vegetazionale che caratterizza il luogo dell’intervento creando una dissolvenza con l’ambiente costruito.

Sono state studiate le diverse tonalità di verde dell’essenze arboree presenti e sono state riproposte in uno studio di combinazioni sulle facciate dell’edificio.

La tecnologia utilizzata è quella della facciata ventilata che oltre ad aumentare la prestazioni energetiche del fabbricato permette un controllo ed una flessibilità di montaggio considerevoli.

Il materiale utilizzato potrà essere ceramica, fiberglass, rame o altro metallo ossidato ad oggi gli unici materiali che ci consentono una varietà cromatica accettabile.

Il nuovo progettoL’uso del sistema a "facciata verde" sarà limitato al piano primo, parte maggiormente percettibile in scala di paesaggio e funzionalmente più chiusa per la destinazione d'uso presente.

Gli spazi delle attività collettive, quelle che coincidono con i momenti socializzanti e maggiormente in rapporto con lo spazio esterno più prossimo sono collocati al livello terreno. Questo piano sarà caratterizzato dall’uso di una facciata continua con l'intento di attenuare la presenza di pilastri o setti murari retrostanti. Questa superficie, realizzata con vetri che ripropongono i disegni fatti dai ragazzi dell'istituto Casa Verde, si configura non solo come percorso riabilitativo alla costruzione del luogo ma anche come un passo verso la riconoscibilità dello stesso al fine di instaurare un senso di familiarità e appartenenza.

L’inizio delle attività edilizie prevedono la demolizione dell’attuale muro di recinzione collocato a sud del complesso e del viale di accesso all’edificio.

Il passo successivo consiste nella costruzione della nuova ala, suddivisa in tre livelli (piano interrato, piano terreno e piano primo) composta dal nuovo vano scale/ascensore e da spazi adibiti alle quotidiane attività del centro.

Piano terreno nuovo complessoIl piano terreno dell’ampliamento si compone della zona destinata all’accoglienza e all’amministrazione (reception), quattro uffici, due vani tecnici (termico/idraulico ed elettrico/sist. controllo) ed un servizio igienico con antibagno.

Piano primo nuovo complessoIl piano primo, organizzato per la zona notte, comprende un vano destinato al personale di sorveglianza, un servizio igienico, un locale deposito, cinque camere doppie per la permanenza all’interno del centro, una camera di isolamento e due vani tecnici (termico/idraulico ed elettrico/sist. controllo); ogni camera per la degenza è concepita con bagno indipendente.

Sabato 5 Luglio 2008, il Presidente Avv. Giuliano Maffei, alla presenza diPosa della Prima Pietra Ristrutturazione Casa Verde Mons. Fausto Tardelli Vescovo di San Miniato, del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, dei rappresentanti della Regione Toscana, della Direzione Generale della Fondazione, della Direzione della Casa Verde, degli stessi ospiti della Casa Verde, posa la Posa della Prima Pietria ristrutturazione Casa Verdeprima pietra del nuovo complesso.

I lavori edili iniziano a breve con la realizzazione delle opere di sbancamento per la costruzione del parcheggio e della viabilità interna al complesso.

Di seguito alcuni momenti delle fasi delle lavorazioni dello sbancamento del terreno e la realizzazione dell'ampliamento.

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